OSSERVAZIONI ALLA RISPOSTA DEL SINDACO ALL’INTERROGAZIONE DEL 12 LUGLIO

OSSERVAZIONI ALLA RISPOSTA DEL SINDACO ALL’INTERROGAZIONE DEL 12 LUGLIO

Ieri, alle ore 13:45, dopo 40 giorni di attesa sui 20 previsti dal Tuel, ho finalmente ricevuto via mail dalla segreteria del Comune la risposta alla mia interrogazione sui fatti concernenti i versamenti alla cassa Forense in favore del presidente del consiglio Orsini, fatti dal Comune di Mesagne.

Peccato che la notizia fosse di dominio pubblico già la mattina stessa e che qualche giornalista avesse già chiesto un mio parere su detta risposta. Come si dice in questi casi, sono caduto dalle nubi!

Non mi è sembrato molto “istituzionale” il fatto di pubblicare la notizia prima che questa accadesse; come ha avuto modo di ricordare il consigliere Vizzino nella prima seduta pubblica del consiglio comunale, “nelle faccende istituzionali, la forma è sostanza”, così, diciamola tutta, mi sono sentito scavalcato nelle mie prerogative di consigliere comunale. Anche perché personalmente avevo chiesto al sindaco il permesso di pubblicare la sua risposta sugli organi di stampa, appena l’avessi ricevuta.

Ma veniamo ai fatti: risulta che il consigliere Orsini abbia goduto della corresponsione dei contributi minimi alla Cassa Forense, durante la sua attività di Presidente del Consiglio, in maniera illegittima, visto che nulla è previsto nel TUEL per i Presidenti del Consiglio di un comune a di sotto dei 50.000 abitanti.

Risulta anche che, passati tre anni dal godimento di tale diritto, per l’amministrazione comunale è impossibile reclamare alcun rimborso.
Inoltre il sindaco, all’epoca dei fatti consigliere comunale, mi fa sapere che all’epoca fece diverse interpellanze relative alla corresponsione di tale privilegio, ma che nulla accadde.
(Da rimarcare, di passaggio, il comportamento irrituale del commissario prefettizio che, invece di denunciare pubblicamente la cosa avrebbe potuto ascoltare preliminarmente il cons. Orsini, per poter chiarire la faccenda o, meglio, chiedere lumi al Prefetto ponendogli il quesito sulla legittimità di tali rimborsi. Perché non è stata adottata questa procedura più istituzionale?)

La risposta conferma genericamente quanto asserito dal sindaco nel primo consiglio comunale, ma inevitabilmente genera alcune osservazioni, dal momento che essa non colma tutti i lati oscuri della questione e genera ulteriori domande più sostanziali: chi ha autorizzato il pagamento e in forza di quali decisioni? Sulla base di che cosa sono stati pagati? Quali sono i relativi atti deliberativi?

Insomma, diciamo che la risposta del sindaco si ferma una volta dimostrato che quei pagamenti furono illegittimi, senza indagare il perché furono pagati quei contributi, che è il nocciolo vero della questione, se corrisponde a verità il fatto che altri consiglieri hanno goduto di questo privilegio. Ma questo, evidentemente, libererebbe il consigliere Orsini dall’ombra dell’appropriazione indebita, invalidando la denuncia del sindaco.

Alla luce di queste brevi considerazioni, visto che la questione è più complessa di come è stata prospettata, risulta davvero inopportuno il gesto oratorio con cui il sindaco accompagnò il suo atto d’accusa. Il gesto dell’avvitare la lampadina con destrezza, effettuato pronunciando le fatidiche parole: “sottratti…sottratti!”, (al nostro sindaco piace usare tutte le armi dell’oratoria, massimamente ripetere con tono grave una parola chiave), risulta, alla luce di questi fatti, un po’ temerario, e se volete, anche ridicolo.

Fatto da chiunque in un qualsiasi bar dove, tra un mojito e l’altro, si discute a tempo perso della moralità dei politici, potrebbe anche essere giustificato; fatto nel primo consiglio comunale dal primo cittadino, fresco di nomina, non è assolutamente giustificabile, perché un sindaco dovrebbe essere lo specchio migliore della sua comunità, al di sopra delle parti, e non un avventore qualsiasi.
Tra l’altro, seguendo lo statuto comunale, ritengo che tali dichiarazioni, per la loro portata, siano di competenza del segretario del Comune, l’unico titolato a segnalare quanto avvenuto nella sede opportuna.

Sicuramente il sindaco, appena nominato e spinto dall’impeto del fare, è andato oltre le sue prerogative e, altrettanto sicuramente, nessuno gli farà una tirata d’orecchi, anche se di mezzo c’è l’onorabilità di un uomo che ha svolto il suo ruolo con coscienza e competenza, rinunciando peraltro a diversi emolumenti derivanti dalla sua attività prestata all’ente comunale. E che per 40 giorni ha vissuto sub suspicio di essere un ladro.

E siccome in certe faccende è bene andare fino in fondo, e non tirare la pietra e nascondere la mano, lunedì presenterò una interrogazione scritta al sindaco, volta a chiarire il vero nocciolo della questione: le responsabilità di chi ha deciso che quelle somme fossero liquidate e le ragioni per cui sono state accordate.

Considerando il fatto che si tratta di un ipotetico danno erariale per le casse del Comune, mi parrebbe opportuno segnalare quanto avvenuto alla Corte dei Conti affinché tali somme, e quelle che possono riferirsi ad altri professionisti nelle identiche condizioni dell’avv. Orsini, possano rientrare nella disponibilità del Bilancio comunale. Tale correttezza procedurale è dovuta nei confronti della Città e dei cittadini rappresentati in Consiglio comunale.

Arch. Carlo Ferraro

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