Il fascino discreto della demagogia

Il fascino discreto della demagogia

I lettori mi scuseranno se ritorno sulla questione Polycrystalline, ma ritengo da parte mia che ci sia il bisogno di fare un po’ di chiarezza sulla questione per poter andare avanti, altrimenti la narrazione che viene prefigurandosi ci confinerà in quello che il Sindaco ha bollato sbrigativamente come immobilismo.

Come è ormai consolidato costume del nostro sindaco, ogni volta che gli viene posta una domanda, egli semplicemente non risponde, ma attacca a parlare dei massimi sistemi.
Lo abbiamo constatato durante la campagna elettorale, lo constatiamo ancora oggi, quando invece di rispondere alle legittime obiezioni e preoccupazioni dell’opposizione, preferisce farci un pistolotto sull’immobilismo, accusandoci di “metterci di traverso”, rispolverando tutto l’armamentario di luoghi comuni a questo collegati, infarcendo il tutto con un bel po’ di retorica. Ci aspettiamo che alle prossime nostre obiezioni ci chiamerà rosiconi, gufi e compagnia bella. Tutto già ampiamente visto.

Ma ora andiamo per ordine:
Se da un lato lei ci nega il diritto di esprimere i nostri dubbi, dall’altro a noi tocca dare credito a tutta una serie di ipotesi ottimistiche che lei ci propina; spera che “altri imprenditori scelgano Mesagne per investire”, dimenticando che l’ampliamento della zona Industriale non è attualmente economicamente possibile per le casse del Comune. Oppure ipotizza un grandioso futuro per Mesagne “se tutta la produzione mondiale del pelato Cirio” sarà spostata qui da noi… Sindaco, vada piano con le dichiarazioni. Lo sanno quelli della Cirio dei suoi sogni di gloria? Ed infine annuncia con grande giubilo che “è finito il tempo dell’immobilismo”. Non le sembra un po’ azzardato e prematuro affermare questo dopo solo due mesi di governo quando sarebbe opportuno aspettare qualche altro risultato per esultare?
Quindi ci scuserà se le riproponiamo ostinatamente alcune domande inevitabili, sperando in una doverosa risposta:
-lei ci assicura che i costi di urbanizzazione per l’edificio della Polycrystalline non saranno totalmente a carico dei cittadini?
-lei ci assicura che altri imprenditori troveranno spazio da qualche parte a Mesagne, per investire? In caso affermativo si gradirebbe sapere come e dove!
– lei ci assicura che anche altri imprenditori godranno della stessa benevolenza normativa offerta alla Polycrystalline? Cambierà per questo le norme di attuazione della Zona Industriale?
Se lei riuscirà a rispondere affermativamente e queste domande noi saremo i primi ad esultare.

Lei ci invita a credere in una radiosa prospettiva; purtroppo, stante la situazione attuale, non la nostra opposizione, che non c’è mai stata per questo progetto, non possiamo permetterci il suo ottimismo.
In tutto questo non poteva mancare, nel quadretto, l’imprenditore giovane, puro ed onesto che si indigna del fatto di non essere capito nella sua ottima intrapresa e grida, anche lui, all’immobilismo quale piaga dell’inerzia italica, che tutto distrugge e rende vano. Questi parla di “considerazioni allusive” da parte nostra; noi abbiamo solo avanzato delle analogie con vicende a noi vicine, non per evocare l’intervento della magistratura, ma per indicare l’importanza delle decisioni politiche a prescindere dalle “carte in regola”. Ma tant’è, come dice il saggio: “se indichi la luna, lo stolto guarderà il dito”. In quanto all’analisi più approfondita che questi vorrebbe concederci, in consiglio comunale abbiamo lamentato proprio la mancanza di un tempo congruo per quella necessaria analisi. Quel tempo ci è stato negato e mi sembra superfluo proporre solo ora, a giochi ormai fatti, la sua cordiale collaborazione.

Caro sindaco, a lei non compete dire certe cose che in genere sono patrimonio dell’uomo della strada, demagogo per eccellenza perché non conosce la realtà intera nella sua complessità, e quindi ne dà una versione semplificata e rassicurante; lei che è vissuto nelle “stanze dei bottoni” non può farlo; sa benissimo che il problema in Italia, e anche qui da noi, non è l’immobilismo, ma il clientelismo, l’adoperarsi per alcuni, in genere gli amici e i propri clientes, e non per tutti gli aventi diritto.
È fin troppo evidente il suo rapporto di amicizia con il dott. Giaffreda; lo stesso ebbe a dichiarare, il giorno della posa della prima pietra dell’Apulia Diagnostic, che lei ne era stato il principale ispiratore. E sappiamo quanto si sia prodigato per quella. Già solo per questo avrebbe dovuto mantenere un dignitoso riserbo sulla questione.

Andrebbe anche bene tutta questa empatia tra politico ed imprenditore se lei fosse solo un privato cittadino; lei invece ha svolto e svolge un ruolo importante nelle istituzioni pubbliche, e avrebbe dovuto impegnarsi e fare qualcosa per la Sanità pubblica, quando ne ha avuto occasione, e non favorire quella privata, come è evidente a tutti.
Allora lasci perdere i trucchi del mestiere, l’abilità retorica ad usum populi, la demagogia un tanto al chilo; siamo tutti vaccinati e alcuni financo laureati, non abbiamo l’anello al naso, e faccia davvero qualcosa per la collettività.

Noi le facciamo il più bel regalo che le nostre istituzioni democratiche garantiscono: una onesta e franca opposizione, e non possiamo permettere ad alcuno che questa venga spacciata per immobilismo.

Arch. Carlo Ferraro

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