Il mistero glorioso dei fondi europei

Il mistero glorioso dei fondi europei

Nota del Candidato Sindaco M5S Carlo Ferraro
Venerdì sera, nel corso del dibattito in Villa Comunale  tra i candidati sindaci, ho avuto modo di spiegare come e perché i fondi europei non arrivino in Puglia: dal minuto 5.20 del filmato relativo al dibattito tra candidati, rintracciabile sulla mia pagina Facebook, il moderatore Gianni Cannalire: “Ci sono i fondi ma non siamo in condizione di spenderli”.  La mia risposta: “L’on. Pedicini, europarlamentare (nell’incontro presso la nostra sede) è stato molto chiaro: i soldi ci sono, c’è solo un blocco da parte della Regione Puglia, per una semplice ragione, che è la solita ragione politica: se loro non riescono a gestire questi soldi in maniera clientelare, loro non fanno i progetti per prendere quei soldi. Il problema è tutto qua: loro vogliono gestire anche questi soldi, e quindi meglio stare peggio che stare meglio per merito di qualcun altro. E  questo è scandaloso”.
Il candidato Matarrelli ha ribattuto stizzito che le mie erano tutte fesserie. Il relativo pezzo del dibattito è stranamente scomparso dalle registrazioni su Canale 85. Per completezza di informazione riporto quanto detto dall’on. Pedicini nel corso dell’incontro presso la nostra sede (filmato consultabile sulla nostra pagina facebook.): “I fondi europei sono soldi nostri, che noi dobbiamo prendere perché ci spettano, quindi il fatto che non vengano utilizzati dai comuni, dalle regioni, è  in capo alla loro incapacità” . E alla mia domanda: “Ma questi hanno dei terminali per intercettare questi fondi?. “No, non ce l’hanno, o ce l’hanno solo per intercettarli per gli amici degli amici;  sono organizzati molto bene in parte per non spenderli, e questo è un obiettivo dei partiti tradizionali. Perché più la popolazione è povera, e più dipende da loro. Più devi andare da loro a chiedere i “favori”, quindi clientelismo e voto di scambio. Invece per i loro amici, per quelli che li sostengono, i fondi europei escono, perché hanno dei progetti già pronti con i bandi che emetteranno per una finestra temporale molto ristretta. Per cui per un comune, per un privato cittadino è molto difficile accedere a quei fondi, mentre per chi ce l’ha già pronto è automatico”.
Ecco svelato il mistero glorioso dei fondi europei, per cui tutti promettono di istituire degli uffici appositi per intercettarli, dimenticando la ragione vera per cui quei fondi, stando così le cose, con la gestione clientelare di quelle risorse, forse non li vedremo mai. Ora io capisco la reazione del candidato Matarrelli, in fondo criticavamo la gestione omissiva del suo protettore, il governatore Emiliano, ma non capisco il silenzio della dott.ssa Saracino, visto che il governatore  è anche il segretario regionale del PD. O forse si capisce molto bene: la coalizione “tutta un’altra storia” ha buone probabilità di  vincere per l’ennesima volta le elezioni comunali, in barba al debito e al deficit del nostro comune, cresciuto negli ultimi dieci anni di gestione da parte degli stessi. Lo stesso silenzio è calato in platea quando ho chiesto, per l’ennesima volta, ai candidati Matarrelli e Saracino, di fare chiarezza sulle cause di quel deficit, visto che questo è cresciuto sotto la loro gestione. E quando ho ventilato l’ipotesi che quel deficit sia stato creato dalla loro politica clientelare, non vi è stata alcuna risposta. Molto meglio, per queste due coalizioni, rinfacciarsi le colpe reciprocamente distraendo la gente dalle vere cause,  ma, soprattutto per il PD, tenere un profilo basso, aspettare che passi la tempesta e sperare di ritornare al governo come se nulla fosse. Senza dare alcuna risposta ai cittadini. Non per niente la sera della presentazione della coalizione “tuttaunaltrastoria”,  veniva dispiegata, come sempre, la “gioiosa macchina da guerra” di Occhettiana memoria, in un tripudio di “testimonianze” e  di “Bella ciao”; sembrava la presentazione di una forza che per vent’anni è stata all’opposizione e che ora era pronta a governare! Credo  invece che bisogna tenere ben desta la memoria di quello che è stato a Mesagne il governo con la guida del centro sinistra: una guida cieca e sorda alle richieste ed ai bisogni dei cittadini, una sistematica marginalizzazione della dissidenza, interna ed esterna, una sorta di dirigismo di stampo sovietico che ammette ai diritti della democrazia solo chi ha la tessera del partito. Chiedo agli elettori di tenere bene a mente cosa è stata in questi anni la loro gestione politica ed economica, una gestione assolutamente di parte, che ha avvelenato la vita dei nostri concittadini, molti dei quali se ne sono andati per non vivere sotto questa cappa plumbea, e quindi di votare in maniera conseguente. Insieme possiamo  voltare pagina. 

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